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lautoscuola.it - Chiaccherando - Questione di coscienza


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Autore Messaggio
zafira
Utente

Post: 1816

Registrato:
1 July 2005
Postato il: 29 October 2010
9.27

Mi trovo a dover gestire una situazione della quale ne avrei volentieri fatto a meno.
Ho un'allieva di 35 anni, che ha delle patologie di natura psicologica oltre a soffrire di epilessia, anche se è seguita e tenuta sotto controllo medico con specifiche cure.
La sua famiglia era ed è tuttora contraria a farla prendere la patente, ma lei testarda come un mulo, incurante dei consigli e forte del fatto che la commissione medica l'ha ritenuta (udite udite) ''IDONEA'', si è iscritta all'autoscuola e dopo il secondo esame di teoria è stata promossa e da circa due mesi hanno passato a me le patata bollente.

Quando ha cominciato a guidare ho visto subito che si trattava di un caso senza alcuna possibilità di riuscita e ne sono ancora convinto, tuttavia il titolare mi ha detto che a fronte di un certificato in cui la commissione medica la ritiene idonea, lui non poteva non accettare l'iscrizione, gli unici che possono fermarla sono gli esaminatori.
A tutt'oggi avrà già fatto all'incirca 50 ore di guida e ci mette impegno, soldi (tanti), ma i risultati lasciano il tempo che trovano, non ce la fa, ha i tempi di reazione troppo lunghi alternati a momenti di scatti improvvisi, ma ci sono anche situazioni che è abbastanza calma e riesce a fare anche delle cose discrete,........... ma dura poco.
In pratica è un soggetto molto pericolso alla quale con tutto l'affetto ed il bene che le posso volere, (perchè io ho sempre il difetto di affezionarmi agli allievi, specialmente a coloro che sono piu deboli), alla quale io non darei MAI la patente.

Ora comincia a chiedermi sempre piu spesso di portarla all'esame, CHE FACCIO IO??
Ok, la porto, tanto sicuramente la bocceranno, ma se per disgrazia, quel giorno lei si trova in uno stato di grazia e l'esaminatore dovesse essere uno di quelli ''molto bravi'', questa rischia di prendere la licenza per commettere qualcosa di cui la mia coscienza, si sentirebbe responsabile.
Per cui il giorno dell'esame, sarei tentato di parlarne prima con l'esaminatore ed esporre la situazione, ma così facendo la condanno senza appello e mi sembra di tradirla (anche se a fin di bene), però di quello si tratta, di tradimento e lei non se lo merita.

Non so che fare, datemi un consiglio.
nuvolazzurra
Utente

Post: 23

Registrato:
11 July 2010
Postato il: 29 October 2010
11.24

Ciao Zafira,
Come al solito Ti dimostri una persona sensibile e accorta... Quello che mi viene da dirTi e che a monte c'è l'errore della commissione medica, poichè le Malattie Sistema Nervoso Centrale quelle del sistema Periferico, le Epilessie in tutte le sue forme, Malattie Psichiche sono causa di esclusione e ritenute patologie invalidanti tali da NON dare l'idoneità... Quel giorno hanno preso un clamoroso abbaglio. Se lei non avesse da tempo crisi allora sarebbe un conto ma io leggo dalle tue righe che ha gesti a scatto queste sono considerate a livello biopsicologico microcrisi..E bisogna porvi rimedio.. Attraverso un lungo trattamento medico... E non è detto che si plachino..Posso dirti da insegnante che ho avuto a che fare con allievi epilettici e autistici, so quanto sia difficile comunicare con loro, quanto loro si impegnino e quanto sforzo in più mettano dei cosidetti ''normali''. Mettono impegno dedizione e come insegnante si finisce con l'innamorarsi della loro dedizione e costanza lo so è inevitabile...E' successo anche a me..Ma un conto è promuovere a scuola dove poi successivamente saranno accompagnati e seguiti da tutor/assistenti sociali nella attività lavorativa; un conto è creare pericolo alla incolumità pubblica. Tu parli di tradimento io credo invece che si tratti di fare fino infondo il Tuo lavoro, sono valutazioni estremamente delicate, ma la condanna senza appello come l'hai chiamata Tu in realtà è un modo per tutelare lei e chiunque dovesse incontrare sul suo cammino. E' delicato come argomento... Io fossi nei tuoi panni ne parlerei con l'esaminatore, sì si farà un pregiudizio è ovvio che se lo farà..Ma l'esame di coscienza se lo devono fare tutti già la commissione medica in primis ha fatto un errore e gli errori devono trovare rimedio.. L'esaminatore deve essere a conoscenza di questo problema. E' una valutazione che prescinde un giudizio sulla persona in quanto tale è un bilanciamento di interessi e diritti che incide sulla incolumità pubblica.
zafira
Utente

Post: 1816

Registrato:
1 July 2005
Postato il: 29 October 2010
13.02

@ nuvolazzurra

>Tu parli di tradimento io credo invece che si tratti di fare fino infondo il Tuo lavoro
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Certo ed è quello che con tutta probabilità farò, ma farle fare tutte quelle guide, tutto l'impegno messo sia da parte sua che dalla mia, che pur sapendo che stavo spendendo le mie energie per un'esito piu che scontato, ho comunque fatto il massimo per farla apprendere al meglio, ma ora che leggo nei suoi occhi tanta felicità ogni volta che si siede al volante ed ogni volta che accetta in silenzio e compostezza le mie esternazioni non sempre pacate, dovute a molteplici episodi a volte spontanei ed altri provocati, proprio per vedere come risponde a situazioni di accentuato stress psicologico, mi sembra un tradimento bello e buono che il mio animo non farebbe mai.
So che vive a casa della mamma ed ha un fratello maggiore che è una brava persona, parlerò con lui e potrei rivedere la mia posizione solo se lui mi garantisse solennemente che non compreranno MAI, una macchina da farle guidare, ne faranno mai toccare quella di famiglia, nel caso in cui disgraziatamente riesca a prenderla la patente.
Se non mi danno questa assicurazione, mi piangerà il cuore ma saro costretto a raccomandarla per la bocciatura e quel che ne sarà sarà di lei e del suo precario equilibrio psicologico.
rivarossi
Utente

Post: 287

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Postato il: 29 October 2010
15.34

Ciao Zafira, inizio dicendo che se solo la metà degli istruttori nel nostro paese avesse la tua sensibilità e scrupolosità, il nostro settore sarebbe portatore di conducenti affidabili e preparati, tutto questo a beneficio della sicurezza di ogni cittadino patentato e non.
Riguardo al tuo dubbio, la risposta a questo punto l'hai già trovata.
Io penso che la soluzione migliore sia quella di parlarne alla famiglia, bisogna però considerare se questa comprenda veramente i reali rischi che una eventuale decisione superficiale potrebbe portare.
Vedrai che l'istinto della tua sana coscienza ti porterà sicuramente a fare la scelta più giusta.
PaperiNIK (sospeso)
Utente

Post: 1104

Registrato:
5 December 2006
Postato il: 29 October 2010
23.16

Quando ho incominciato a fare questo lavoro mi sono imbattuto anche io in un caso simile.
Allievo di una certa eta’ con patente già revocata una prima volta. Certificato medico della commissione medica provinciale con validità a un anno con pregressi ripetuti TSO psichiatrici.
Il certificato medico attestava che era stabilizzato, ma si vedeva lontano un miglio che non era a posto. Ovviamente ho pensato: al primo errore lo boccio, mica metto in circolazione una persona che può, anche deliberatamente se in preda ad una crisi, mettersi ad ammazzare tutti i passanti che trova. Ma, una delle peculiarità di chi soffre di particolari tipi di patologie psichiatriche e’ la loro maniacale precisione e attenzione che applicano nel fare ciò che a loro interessa. Quel tipo che e’ capitato a me, a differenza della tua allieva, non sbagliava niente, non si scordava niente, …mi e’ rimasto impresso che su un lungo rettilineo ha messo la lancetta del contachilometri esattamente sui 50, ne’ un pelo sopra, ne un pelo sotto, alla fine di quel rettilineo ci sono due curve a S dove tutti pestano le strisce continue di corsia, lui ha rallentato alla velocità giusta ed e’ stato nelle corsie preciso come un treno sui binari. Siccome non avevo esperienza di casi simili, telefono e chiedo consiglio ad un collega competente e con molta più esperienza. La risposta: tu sei e fai l’esaminatore, non sei un medico, non puoi fare diagnosi mediche e non puoi sindacare un certificato medico; se non ha fatto nessun errore, DEVI DARGLI la patente, se quel tipo dopo combina guai la responsabilità è di chi ha firmato quel certificato.
Perché ho riportato quell’episodio? Perche ci sono da fare due tipi di discorsi.
Il primo strettamente formale: tu Zafira sei responsabile solo per quello che ti compete,
la formazione; c’hai messo l’anima e questo basta.
Il secondo discorso, quello che lega il lato umano alla professione quando di mezzo ci sono delle persone. Qui il discorso e’ più delicato: in casi psichiatrici il migliore risultato e’ quello di far prendere coscienza della malattia all’interessato per ottenere la sua collaborazione.
A mio avviso, devi parlarne con lei, e’ lei che deve prendere coscienza che non può giudare. Naturalmente senza far riferimenti alla malattia, ma limitandoti all’ambito della tua professione.
Ovvio che le farai del male, ma se lo capisce sarà una delle cose più belle di cui andrai orgoglioso,
se non lo capisce ti manderà a f….. , forse cambierà scuola e sicuramente ne troverà un’altra che non si farà certamente tanti scrupoli e che pregherà l’esaminatore compiacente per farla promuovere. Non e’ un bel risulto, ma tu hai agito secondo la tua coscienza e sai che lo hai fatto per il suo bene. Parlare con l’esaminatore per farla bocciare, oltre che poco corretto, non ti garantisce che lei abbandoni l’idea; poi se lei si rende conto di essere stata tradita, non forse… ma sicuramente oltre che mandarti a f…. e cambiare scuola, ti odierà e passerai pure per un disonesto.
Parlare con la famiglia può essere utile, ma dubito che possano mantenere indefinitamente quell’impegno che proponi.

Alcune considerazioni sulle Commissione mediche:
Saranno medici competentissimi, ma fanno o li hanno messi nelle condizioni di fare solo i burocrati: non fanno nessuna diagnosi, guardano solo analisi e certificati medici, e se hanno qualche “pezza” che li deresponsabilizza, rilasciano l’idoneità.
maxwell
Utente

Post: 1812

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8 March 2008
Postato il: 29 October 2010
23.18

@Zaf:

Una cosa non farei mai in una caso come questo,parlare preventivamente agli esaminatori,abbiamo un dovere morale prima di tutto verso il cliente,che penserebbe se la ragazza lo sapesse? non potrebbe dirti:''perchè non lo hai detto a me che secondo te non sono in grado di prendere la patente o comunque di poter arrivare a guidare in sicurezza?''
Fatti coraggio,trova le parole meno dolorose e dille quello che pensi,sarà inevitabile che ci resti male,ma ci reserà peggio quando penserà che tu lo sapevi che era una battaglia persa con lei....
Io mi ci sono trovato varie volte,alla fine dopo un certo numero di guide avverto l'allievo e ci diamo un termine oltre il quale lo sconsiglio dal continuare a guidare,o almeno di farlo con me.
Non ci sono tanti altri discorsi,i medici della commissione non possono valutare pienamente la condizione di tutti i soggetti che soffrono di malattie nervose ,a loro basta che non si siano verificati episodi epilettici da almeno due anni,anche con la semplice certificazione del medico di base...che può essere stato tenuto all'oscuro di episodi recenti.
Noi non siamo medici,ma siamo istruttori di guida,che in questo caso particolare ''è più di essere medici''!! noi sappiamo se il soggetto può guidare o non può,patente o non patente,parla con lei e rifiutati di farle altre guide,sarai a posto con te stesso,con lei e con la società.
PaperiNIK (sospeso)
Utente

Post: 1104

Registrato:
5 December 2006
Postato il: 29 October 2010
23.33

Maxxxxxxxxxx...ma che faiiiii...copi????????


uhahahhahhahahh la pensiamo ugualeee
maxwell
Utente

Post: 1812

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8 March 2008
Postato il: 30 October 2010
0.50

@ Pape:

ah ah ah..:-)
incredibile eh...?non posso aver copiato,se guardi l'ora di pubblicazione dei due post....mentre tu postavi il tuo io stavo scrivendo il mio..:-)
Il fatto è che se Zaf ci pensa non può che comportarsi come abbiamo detto,qualsiasi altro comportamento gli potrebbe creare problemi oltre che non essere corretto,tra il cliente e noi si instaura un rapporto anche di tipo giuridico oltre che deontologico,non voglio essere noioso,(ma lo sarò...:-) ma questa deontologia DEVE andare oltre la considerazione personale e soggettiva e nel farlo dobbiamo sforzarci di attingere a un sistema etico dove la correttezza verso i cliente sia al primo posto e non possa essere falsata da niente e nessuno.
In parole povere,il cliente paga e ha dei diritti,inalienabilie di cui noi siamo garanti,non scordiamoci MAI di questo,e il resto lo ha elencato Pape.
casran
Utente

Post: 219

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28 January 2009
Postato il: 30 October 2010
21.46

Un esperienza simile è successa anche a me diversi mesi fa. Una ragazza del marocco già patentata al suo paese ma che non aveva mai guidato.
Un caso raro, non comprendeva nulla e non si accorgeva di nulla. Le prime due guide ho cercato di insegnargli ma mi sono subito reso conto che tanto non avrebbe mai imparato. Apparte la tecnica questa non si accorgeva se davanti a lei c era un pedone o uno stop. Insomma niente di niente. Mai vista una cosa del genere.Sicuramente la patente l aveva comprata perchè è impossibile che questa non sapesse usare i pedali il cambio e il volante! Alla terza guida già gli accennavo che la vedevo molto in difficolta e che forse sarebbe stato il caso di lasciar perdere. Alla quarta guida in toni non proprio pacati gli ho chiaramente detto che sarebbe stato un pericolo sia per lei che per gli altri. Ovviamente lei mi rispondeva che non era vero e che voleva continuare. Alla quinta guida ho fatto in modo che durante la guida si prendesse paura e non l ho minimamente aiutata. Rischiando di fare degli incidenti, ma almeno avevo le chiare prove da mettergli davanti. Alla fine della guida gli ho elencato tutta la serie di gravi errori che faceva, ricordandogli che era cosi fin dalla prima guida e che non c era stato nemmeno un piccolissimo miglioramento.
Dopo tutta questa romanzina sono riuscito a fargli dire '' va bene lascio perdere''. Li per li mi si è tolto un macigno dallo stomaco, un sospiro di sollievo. Dopo invece mi sono sentito in colpa. Forse non avevo il diritto di fare quello che ho fatto, ma il mio istinto mi ha sempre suggerito di fare quello che ho fatto. Non mi era mai successo. Ho avuto anche io allievi che hanno fatto più di 50 guide e che credevo non imparassero mai mai. Ma mi sono ricreduto dopo mesi, o anni. Dopo averli visti scorazare tranquillamente con la loro macchina. Ma questa ragazza per me non era uno di quelli che poi con il tempo impara. La sentivo come un vero pericolo e di conseguenza con tutte le mie forze ho cercato che questa evitasse di guidare.Prima di venire da me era stata in altre due autoscuole. Nessuna delle due ha voluto fargli guide. Evidentemrene altri istruttori hanno ragionato come me e questo alla fine mi ha aiutato a non sentirmi in colpa, ma anzi sereno del fatto di non essere stato suo complice.
maxwell
Utente

Post: 1812

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8 March 2008
Postato il: 31 October 2010
8.24

Si Cas sono situazioni nelle quali tutti ci siamo prma o dopo trovati,anche a me è successo e più di una volta.
Sembra proprio che in Marocco e in Moldavia diano le patenti senza nemmeno far salire le persone su un'auto,poi le convertono ed eccole qua.....
Sai che in Marocco le auto di scuolaguida hanno anche il doppio volante e mi dicono i ragazzi marocchini che se compri la patente all'esame non devi fare asolutamente niente,a volte nemmeno andarci......
Vabbè non è questo il punto della questione,del resto se ne è già parlato tanto qui di questo problema,ma evidentemente i nostri legislatori permettono queste conversioni per motivi a noi oscuri,o forse non tanto oscuri.....
Torniamo a noi,tutti sappiamo la differenza tra persone ''dure''nell'apprendimento della guida,gli ''ossi'',quelli che necessitano del doppio o del triplo delle guide che mediamente fa una persona della stessa età senza problemi particolari,sono persone problematiche ma non impossibili e a meno che non si demoralizzino,con un insegnamento dedicato,paziente e costante e lavorando su certi problemi specifici si riesce a raggiungere il risultato minimo,non saranno mai probabilmente ottimi conducenti,ma non saranno nemmeno pericoli ambulanti,o almeno non più di altri....
Altri casi,come quello riportato da Zaf e forse il tuo,ma potrei raccontarne tanti anch'io,sono casi eccezionali,persone con problemi reali,diagnosticabili con un'attenta visita,persone che mancano di attenzione diffusa,assolutamente incapaci di coordinarsi,di elaborare rapide ed efficaci soluzioni a problemi che circolando con un'auto gli si possono presentare,sono chiuse nel loro mondo nel quale è impossibile entrare,ma se anche ci riesci e instauri una certa comunicazione,non è detto che si riesca a tramutare quella comunicazione in soluzione tecniche ai loro problemi di guida.
Quindi,non servono tanti discorsi,serve comprensione tatto e franchezza,gli possiamo addolcire la pillola,ma alla fine capiranno che il nostro gettare la spugna è dovuto al loro specifico problema che gli si è presentato pienamente e in tutta la sua crudezza ,quando è stato loro richiesto di provare ad essere come gli altri.ma non lo sono,almeno non su un'auto.
Alcune di queste persone alle quali ho parlato francamente se la sono presa molto,altre mi hanno ringraziato,e ti dico che in un paio di occasioni,dopo avere cambiato autoscuola sono anche riuscite a a prendere la patente,ma non le ho mai viste guidare.
ciao

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